Quando fare la cacca è un problema

Sì, parliamo di cacca, perché la facciamo tutti, grandi e piccoli, persone comuni e importanti. La fanno anche gli animali di ogni specie, perché tutti gli essere viventi che si nutrono producono scarti. E c'è chi ipotizza che la facciamo anche i vegetali. La lignina infatti, che è presente in tutte le piante, è la sostanza che si potrebbe definire di scarto, quindi un escremento. Ma le piante, al contrario di noi e degli animali, non la espellono. La riciclano per formare un materiale che rende più rigide le cellule, in modo che siamo protette meglio dall'acqua e dalle infenzioni. 


La natura trova sempre la soluzione migliore

In quali casi allora fare la cacca può creare qualche problema? Cominciamo a parlare dei bambini e del delicato momento in cui si decide di togliergli il pannolino. Le motivazioni per cui il pargolo decide di trattenere la cacca, o di farla nelle mutandine, possono essere le più svariate. La causa può essere, ad esempio, la pigrizia. Perché interrompere un momento piacevole di gioco, o abbandonare il divano e il cartone animato preferito, quando si può farla lì dove si è? Tanto la mamma o il papà poi ti puliscono, come hanno sempre fatto. Oppure il bambino può soffrire di stitichezza e trattiene le feci per non provare fastidio o dolore. Oppure ancora considera la cacca come qualcosa che gli appartiene e da cui non vuole separarsi. 


Passare al vasino è un momento importante e bisogna mettere in conto qualche incidente di percorso

O ancora, ha paura delle feci, siano esse proprie o di altri. In termini scientifici si chiama scatofobia o coprofobia e possono soffrirne anche gli adulti. Spesso denota una carenza di affetto, o è da ricondurre ad un senso di vergogna e umiliazione subito.
Diverso è il caso in cui il bambino, raggiunta un'età in cui dovrebbe avere il pieno controllo degli sfinteri, continua a farsela addosso, volontariamente o involontariamente. Siamo di fronte alla encopresi e le cause possono essere organiche, cognitive o psicologiche. In questo caso vanno prima esclusi problemi di natura fisica e poi indagati quelli di natura comportamentale.


Il bambino che continua farsi la cacca addosso non è né cattivo, né dispettoso. Ha solo bisogno di un aiuto in più


Negli adulti, possono nascere problemi ad espletare le nornali funzioni fisiologiche in presenza di stitichezza, ovvero la difficoltà a liberare l'intestino che si protrae per più di 3 giorni di fila per colpa di un malfunzionamento del colon. In genere, si cura, o la si tiene a bada, con un corretto e regolare stile di vita. Anche le emorroidi possono causare problemi durante l'evacuazione e solo il medico può consigliare qual è il trattamento migliore da fare.


Le emorroidi sono dolorose, sembra di essere seduti su un cactus!


Esiste anche la cosiddetta stitichezza del viaggiatore. Il cambio di abitudini, di cibo, di ritmi scombussola a tal punto l'intestino, da provocare una battuta d'arresto nelle evacuazioni, con conseguente disagio, senso di pesantezza e costipazione. Il consiglio in questi casi è di andare in bagno quando se ne sente il bisogno, senza rimandare, o procrastinare.


Quando si viaggia, non è semre agevole trovare un bagno


In Inghilterra, c'è stato un caso di stitichezza (volontaria) da record! Un ragazzo aveva ingerito un quantitativo di droga e si è rifiutato di defecare per oltre 40 giorni! Non svuotare l'intestino per periodi così lungi può provocare un danno molto serio alle sue funzionalità. I tessuti si distendono, si allungano e si allargano, dando origine alla sindrome chiamata del megacolon. E' stato anche documentato il caso di un bambino di 13 anni affetto da ritenzione fecale, che affermava di non aver mai fatto la cacca nell'ultimo anno!


Trattenere le feci può diventare molto pericoloso


E se scappa nel momento meno oppurtuno? Quanti farebbero come la maratoneta Paula Radcliffe, che nel 2005 a Londra, nel pieno di una gara, ha fatto la cacca in mondovisione, a bordo strada, e poi ha continuato a correre. Era stata colpita dalla diarrea del corridore, un disturbo che sembra causato dalla troppa adrenalina che circola nel corpo, o da qualche cibo mal digerito.


Il famoso, imbarazzante video!


Anche AstroSamantha Cristoforetti, durante le missioni a cui ha partecipato, si è dovuta adattare e ha utilizzato il bagno presente nella stazione spaziale su cui viaggiava. Quello che si racconta, che gli astronauti facciano i loro bisogni nelle tute, perché in assenza di gravità questi galleggerebbero nell'astronave, è soltanto una diceria.


 

Samantha spiega come funziona il bagno su una stazione spaziale

Sulla terra siamo fortunati, possiamo usare SPUZZA VIA tutte le volte che abbiamo un'urgenza, sia a casa, che dovunque ci troviamo, grazie ai due pratici formati: quello grande da 80 ml, con più di 300 spruzzi, e quello piccolo da 25 ml, con più di 100 spruzzi.

Non hai più scuse per lasciare il bagno puzzolente, creando un problema a chi dovrà usarlo dopo di te! 

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