Stupori e tremori

Riprendiamo il discorso della cacca in ufficio e lo facciamo partendo da un libro molto bello.

Stiamo parlando di “Stupore e tremori” di Amélie Nothomb.


STUPORE E TREMORI


Nata in Giappone e figlia di un diplomatico belga, Amélie ha sempre avuto un legame molto forte con il Paese del Sol Levante. E infatti, appena ha potuto ha deciso di ritornare.

Viene assunta da una da multinazionale nipponica, aiutata anche dal fatto di conoscere la lingua. Il romanzo, autobiografico, parla proprio della vita di Amélie all'interno dell'azienda, che nel libro si chiama Yumimoto.

L'incipit è fulminante:

“Il signor Haneda era il capo del signor Omochi, che era il capo del signor Saito, che era il capo della signorina Mori, che era il mio capo. E io non ero il capo di nessuno. Si potrebbe dire diversamente. Io ero agli ordini della signorina Mori, che era agli ordini del signor Saito, e così di seguito, con la precisazione che gli ordini verso il basso potevano saltare i gradini della scala gerarchica. Per cui, alla Yumimoto, io ero agli ordini di tutti”.

Un vero e proprio invito alla lettura.

Anche se è nata in Giappone e ne conosce la lingua, la ragazza è pur sempre europea e non capisce alcuni meccanismi e alcuni lati di quella cultura. Soprattutto, l'importanza che hanno la gerarchica e il rigore delle regole. La conseguenza è un demansionamento continuo. Fino ad arrivare a fare (ed è il motivo per cui ne stiamo parlando) la guardiana dei cessi dell'azienda. Quindi le tocca avere a che fare con gente che fa la cacca e la pipì in un ambiente formale come l'ufficio.

Si scontra anche con il sentimento di superiorità dei giapponesi nei confronti degli occidentali. C'è un passo molto emblematico: Amélie suda copiosamente per via di un'emozione e qualcuno pronuncia la frase: “In Occidente anche le belle donne puzzano”.


Un bellissimo ritratto di Amélie Nothomb - Di G.Garitan - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=39145395


Amélie e chi fa la cacca in ufficio


La ragazza svolge il suo lavoro di addetta alla toilette con serietà e dignità. Anzi, si sente più a suo agio a eliminare le tracce lasciate da chi fa la cacca nel bagno dell'ufficio che come impiegata.

E scrive: “Quando si lustrano i bagni sporchi, il vantaggio è che non c'è da temere di cadere più in basso”.

Perché non si licenzia? Perché in Giappone licenziarsi è considerato disdicevole. Aspetta qindi la scadenza del contratto, che è di un anno. Lei è stata assunta l'8 gennaio 1990.

Quando diventa guardiana dei cessi (termine usato dall'autrice) siamo a giugno. Ecco il passo del libro: “Tra due mali, bisogna scegliere il minore. Avevo firmato il contratto per un anno, sarebbe scaduto il 7 gennaio 1991. Eravamo in giugno. Avrei incassato il colpo. Mi sarei comportata come una giapponese”.



IGIENE DELL'ASSASSINO


Poi, tornata in Europa, pubblica il suo primo romanzo, Igiene dell'assassino e riceve i complimenti della signorina Mori, quella che l'aveva messa a badare ai bagni.

Igiene dell'assassino ha vinto il Premio Alain-Fournier, che viene assegnato ogni anno ai romanzi d'esordio.



RINRI


Amelie Nothomb non parla di questo suo anno in Giappone solamente in Stupore e Tremori, ma anche in Né di Eva, né di Adamo, incentrato sulla sua vita privata.

È ritornata in Giappone solo nel 2012, un anno dopo il disastro di Fukushima, per fare un reportage. Ha rivisto la sua tata (ha lasciato il Paese quando aveva 5 anni a causa dell'attività di diplomatico del padre) e Rinri, l'ex fidanzato. Rinri è presente anche in Né di Eva, né di Adamo.

Da tutto questo è nato il libro La nostalgia felice.



AMÉLIE NOTHOMB È UNA FONTE


La scrittrice belga parla del Giappone anche in altri libri e leggerli è un modo per conoscere alcuni aspetti di quella cultura. Ad esempio, in Metafisica dei tubi scrive che i giapponesi sono restii a salvare la vita a qualcuno perché si creerebbe un legame di riconoscimento insopportabile tra il salvatore e il salvato.

Altrove, forse in Né di Eva né di Adamo, dice che gli anziani, dopo una vita passata a seguire le regole, si lasciano andare e spesso diventano irriverenti.

Ne La nostalgia felice scopriamo che fino ai 25 anni è normale che i ragazzi abbiano i capelli colorati e che vestano in modo eccentrico. Dopodiché, entrano in azienda e tutto cambia per sempre.


La cultura giapponese merita di essere approfondita


MENO MALE CHE È ANDATA MALE


Insomma, pulire lo sporco della cacca dal bagno dell'ufficio è solo un aspetto del suo rapporto con il Giappone. In un certo senso, dobbiamo ringraziare che la sua esperienza alla Yumimoto sia stata disastrosa.

Magari, se fosse stata positiva, sarebbe rimasta là e non avremmo mai avuto i suoi libri. Di sicuro non avremmo avuto Stupore e tremori.


SPUZZA VIA VS ODORE DELLA CACCA IN UFFICIO


E tu? Anche tu devi provvedere ai bagni dell'ufficio oppure ti capita di liberare l'intestino al lavoro?

In entrambi i casi, se vuoi eliminare la puzza di cacca, prova SPUZZA VIA!

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