La sindrome dell'intestino irritabile

La sindrome dell'intestino irritabile è una patologia che colpisce circa il 10% della popolazione e riguarda soprattutto le donne (sono più o meno il doppio rispetto agli uomini). La fascia più a rischio è quella che va dai venti ai cinquant'anni (la maggior parte ha dai 20 ai 30 anni).

Ne soffre il 15-20% della popolazione “occidentale” e ogni anno ci sono fino a 2 nuovi casi ogni 100 persone.

Le aree più colpite sono l'America Centrale e l'America Meridionale. Quella meno colpita è del Sud-Est asiatico.

Una delle cose più gravi è che il 60% delle persone che ne soffrono ha avuto un peggioramento della qualità della vita e si sente affaticato e debole.


Debolezza e dolore contraddistinguono la sindrome dell'intestino irritabile


È molto diversa dalle malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.

Infatti, nelle malattie infiammatorie abbiamo un'alterazione dell'anatomia intestinale, mentre nella patologia di cui parliamo in questo articolo, l'intestino ha un aspetto normale, non presenta anomalie. Un'altra cosa importante è che non è correlata all'insorgenza di tumori al colon o al colon-retto.


COME RICONOSCERE LA  SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE


Quali sono i sintomi? Dolore all'addome (a volte, si percepisce solo un fastidio), alterazione delle funzioni intestinali, gonfiore e distensione (questi ultimi due spesso sono alternati).

In pratica, viene un mal di pancia molto forte che può causare anche dolori lancinanti, ma quando si va in bagno, si sta meglio. 


Il dolore può anche essere molto forte


Con “alterazione delle funzioni intestinali” intendiamo dire che possono venire diarrea, stitichezza, oppure entrambe, cioè abbiamo un'alternanza dei due fenomeni. In quest'ultima condizione l'intestino viene definito “misto”.

Altri sintomi della sindrome dell'intestino irritabile possono essere: ansia, debolezza, cefalea, cistite, depressione, dolori alla schiena, all'articolazione temporo-mandibolare e dolore pelvico cronico, emicrania, fibromialgia, fatica cronica, insonnia, meteorismo e problemi di tipo sessuale. Insomma, un bel quadretto.


Quanto malessere provoca questa sindrome!


I sintomi caratteristici sono stati definiti in base a criteri diagnostici universali. Si chiamano “i criteri di Roma”.

Vediamoli. Innanzitutto, il paziente deve sentire male per almeno tre giorni al mese e da almeno tre mesi. In più, ci devono essere almeno due di questi tre condizioni:

1. La situazione migliora dopo che si è andati in bagno;
2. Cambia la frequenza con cui si va di corpo (all'inizio);
3. Le feci cambiano aspetto (sempre all'inizio)

Ci possono essere anche altri sintomi:

  • La frequenza delle evacuazioni è strana (più di tre al volte al giorno o meno di tre volte alla settimana)
  • La consistenza delle feci è insolita
  • Si fa fatica a espletare i bisogni
  • Presenza di muco
La localizzazione del dolore

Cronicità e ritorno

La sindrome dell'intestino irritabile ha un andamento cronico con momenti di dolore intenso e momenti di “tregua”. Le riacutizzazioni in genere sono causate da operazioni chirurgiche, virus, batteri ed eventi traumatici, come ad esempio un lutto.

Diagnosi della sindrome dell'intestino irritabile


La diagnosi si basa sui sintomi ed è una “diagnosi di esclusione". Vuol dire che i sintomi non sono dovuti a malattie organiche specifiche.

Tuttavia, se siamo in presenza anche dei sintomi "di allarme", bisogna fare degli accertamenti ulteriori.

I sintomi di allarme sono:

  • sangue nelle feci
  • insorgenza dopo i 50 anni
  • febbre
  • nessun miglioramento dopo l'evacuazione
  • dimagrimento inspiegabile
  • anemia

Comunque, la diagnosi non è facile, perché non sono sintomi specifici e sono comuni a molte malattie.

Questa disfunzione si manifesta spesso insieme ad altri disordini motori del tratto digestivo (ad esempio, la dispepsia funzionale e la malattia da reflusso gastroesofageo) e/o a patologie come la celiachia.


La sindrome del colon irritabile può coinvolgere anche altri organi

TUTTI I NOMI DI QUESTO PROBLEMA

Un tempo si chiamava "colite spastica" o "colon irritabile", perché colpisce quel tratto dell'intestino crasso. Oppure: IBS (dall'inglese Irritable Bowel Syndrome), colite nervosa, colon spastico e colite mucosa. Il termine colite mucosa risale al 1892 e rimanda al muco presente nelle feci e ai dolori addominali.


In inglese si chiama IBS

LE CAUSE


Quali sono le cause della sindrome dell'intestino irritabile?

Possono essere più di una e nella maggior parte dei casi non si riesce a individuare quella scatenante. Sempreché ve ne sia una sola. Infatti, a parte la predisposizione, le cause possono essere legate alla motilità intestinale (in realtà i ricercatori non hanno mai dimostrato questa correlazione), alle viscere sensibili, alla flora batterica, alle infezioni intestinali, alle intolleranze, alle allergie alimentari e all'uso costante di medicinali come gli antibiotici. 


Le intolleranze alimentari possono essere una delle cause scatenanti


Ma ci sono anche quelle di tipo psicologico come lo stress. Abbiamo già parlato dell'apparato digerente come di un “secondo cervello” e dei suoi rapporti con il cervello “ufficiale”. È per questo motivo che molti eventi stressanti a livello psichico si ripercuotono sull'intestino (capita anche il contrario). 


C'è una stretta correlazione tra il cervello e l'intestino


Diciamo che ancora non esiste un'eziologia soddisfacente, nonostante esistano numerosi studi in merito. Forse è una comunicazione anomala tra l'encefalo, le fibre nervose che innervano l'intestino e i muscoli intestinali.

Alcuni cibi (caffè, tè, spezie, cibi grassi, frutta, piselli, cavolfiori, cavolo, broccoli, latte, alcool, bevande zuccherate e cioccolato) possono favorirla.


Se soffri della sindrome dell'intestino irritabile, devi stare attento a quello che mangi

PREVENZIONE E TERAPIA DELLA SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE


La prevenzione non è facile. È necessario accettare la malattia e conviverci e saper riconoscere quello che può riacutizzare i sintomi. Puoi prendere i farmaci necessari per alleviare i sintomi e fare cose che possono migliorare la situazione, come praticare sport. È consigliabile anche evitare i cibi che abbiamo elencato.

La terapia attualmente è solo di tipo somatico. Purtroppo è una condizione cronica e necessita di un trattamento adeguato.

Purtroppo bisogna imparare a convivere con l'intestino che fa le bizze

L'ULTIMO PROBLEMA


Come se tutto questo non bastasse, la sindrome  dell'intestino irritabile può creare imbarazzo nei rapporti interpersonali e questo è il motivo principale per cui è nato Spuzzavia. Se ancora non sai la storia, clicca qui per scoprirla.

Fonti

Mypersonaltrainer

Humamitas



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Commenti (1)

    • ***
    • 2021-10-15 14:52:25
    Gran brutta bestia!

Nuovo commento

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