LEGGENDE METROPOLITANE VS BUFALE


Le leggende metropolitane sono le antenate delle fake-news (o bufale), ma spesso sono più innocue. A volte è bello crederci perché hanno il loro fascino e di solito non causano grossi guai, anche se alcune possono essere pericolose.

Discutere se Paul Mc Cartney sia morto o meno nel 1966 e se sia stato sostituito da un poliziotto canadese può essere interessante e oggetto di una conversazione gradevole e serena tra amici, anche di posizioni diverse.


Bisogna imparare a distinguere le notizie vere da quelle false!


Spiegazione

Jean-Noël Kapferer in Le voci che corrono ha spiegato che si crede alle leggende metropolitane perché ci si fida della comunità che le produce. È un segno di appartenenza. Dice: “Non ci credo perché è vero, ma è vero perché ci credo”. In questo caso, le fake news e le leggende metropolitane si assomigliano, solo che probabilmente nessun debunker si è mai scomodato più di tanto per confutare una leggenda metropolitana, se non quando è diventata una fake.


Nella musica

Ci sono anche alcune canzoni che parlano di leggende metropolitane. Ad esempio, Mio cuggino (con due g) di Elio e le Storie Tese. Invece, in Pachidermi e Pappagalli, Francesco Gabbani mescola i due elementi (“le piramidi egiziane sono marziane” […] “Scie chimiche e marziani. Rettiliani”).


L'album di Elio e le Storie Tese


LEGGENDE METROPOLITANE, ANIMALI E FOGNE


Rimanendo in ambito musicale, il brano (in dialetto) dei Modena City Ramblers  La fola del Magalas parla di una biscia enorme che terrorizza la gente della zona. È nata nel Panaro ed è una sorta di mostro di Loch Ness della Bassa. Siamo già nell’ambito delle leggende.

A volte si nasconde nel letame e quindi iniziamo ad avvicinarci a quello che c’interessa, cioè le storie sulle fogne.


La marroca


La prima creatura delle fogne propriamente detta di cui parliamo è la marroca ed è una storia umbra, più precisamente della Valdichiana, al confine con la Toscana.

La marroca è un misto tra una biscia e una lumaca e vive nelle fogne o nell’acqua stagnante.

Fa un verso rauco, che ricorda il suono dell’acqua quando va giù nel lavandino ed è quel rumore gorgogliante che tiene lontani i bambini dalle zone paludose. Anche perché, se qualcuno si avvicina troppo, la marroca lo prende con i suoi tentacoli, lo trascina nella tana e poi gli succhia il sangue, o se lo mangia.

A volte si diverte a contaminare le falde della zona in cui vive, facendola diventare inabitabile e inutilizzabile.


Possiamo immaginarla così!


LEGGENDE (METROPOLITANE) E FOGNE: ROMA


Facciamo qualche centinaia di chilometri e arriviamo a Roma. La Bocca della Verità ai tempi di Roma Antica era un tombino. A causa della sua forma, nacque la leggenda (metropolitana?) che diceva che la Bocca della Verità mordeva la mano ai mentitori. Su questa storia si svilupparono anche leggende nella leggenda.


La Bocca della Verità nel fim "Vacanze romane"


I COCCODRILLLI E GLI ALLIGATORI DI NEW YORK


Tuttavia, le vere star delle leggende metropolitane sulle fogne sono i coccodrilli e gli alligatori di New York.

Per chi non lo sapesse, si narra che nelle fogne di New York ci siano molti rettili di questo tipo, che sono diventati albini e con gli occhi rossi.

Questa storia risale agli Anni Venti (del secolo scorso).

Come mai? Secondo una versione, si era diffusa la moda di tenere in casa i piccoli di questi animali, che quando crescevano, venivano gettati nel water.

Le famiglie benestanti newyorchesi che tornavano dalle vacanze in Florida, si portavano a casa coccodrillini o alligatorini. Peccato che poi crescevano e diventavano pericolosi. Per sbarazzarsene, venivano buttati nel water oppure nel bidone della spazzatura.

Quelli che sopravvivevano finivano nelle fogne, dove mangiavano topi, rifiuti e si riproducevano. Insomma, si erano adattati al loro nuovo habitat.

Un problema fu che molti ci credettero e tanti operai avevano paura di lavorare nelle fogne. Sembra che uno di loro se ne trovò addirittura uno alle spalle. Fu così che iniziò la caccia al mostro, o ai mostri, ma senza risultato.

Questo è quanto sostiene questa versione della leggenda, conosciuta come la sewer gator. Ma ce ne sono altre.


Un coccodrillo che esce dalle fogne! (E' un fotomontaggio)


Il coccodrillo scappato da una nave


Nel febbraio del 1935, alcuni ragazzi intenti a spalare la neve da un canale fognario, dissero di aver liberato un coccodrillo che era rimasto intrappolato dal ghiaccio e dalla neve. Il rettile, invece di ringraziarli e di farsi addomesticare, morse uno dei ragazzi. Questi reagirono uccidendolo a badilate, mentre liberavano il compagno.

In un’altra versione, avrebbero visto l'animale in un tombino e avrebbero cercato di catturarlo con un lazo.

La notizia venne riportata da molti giornali, ma non è chiaro se si trattasse di un coccodrillo o di un  alligatore.

Stando a un rapporto successivo, il rettile era fuggito da una nave che viaggiava nelle Everglades. Poi, nuotando nel fiume Harlem per 137 miglia, si era rifugiato nei condotti fognari per ripararsi da una tempesta.


Teddy May


Teddy May, il sovrintendente delle fogne, era molto scettico riguardo alla presenza dei coccodrilli e al fatto che si stessero moltiplicando velocemente. Era convinto che i suoi dipendenti fossero fuorviati dall'abuso di alcool e droghe. Allora scese personalmente nelle fogne per ispezionarle e affermò di averne visti tanti, ma che il più grande era lungo soltanto 61 centimetri. Stando alle sue dichiarazioni, erano piccoli rettili che vivevano nei tubi e che gironzolavano per le reti fognarie di New York. Ma fu avanzata l'ipotesi che Teddy May si fosse ispirato a qualche romanzo.


Teddy May sta per andare ad ispezionare le fogne


Scetticismo, cose vere e spiegazioni


Anche recentemente ci sono stati degli avvistamenti. Ma adesso come allora, gli scettici non mancano. La loro argomentazione è che le fogne non sono proprio l’habitat ideale per i coccodrilli, che farebbero fatica a sopravvivere e a maggior ragione a riprodursi.

A coloro che sostengono che i coccodrilli delle fogne siano diventati albini e che l’albinismo renderebbe per loro pericolosa la luce del sole, gli scettici rispondono che coccodrilli e alligatori non possono vivere per sempre al buio, smontando così la loro tesi.

Alcuni di questi avvistamenti sono senz'altro veri, ma probabilmente si tratta di caimani o di esemplari di coccodrillo che sono rimasti di piccole dimensioni, per adattarsi alle temperature e alle condizioni di vita sotterranee.


Il caimano è molto più piccolo del coccodrillo!


New York Times


In un articolo del famoso giornale New York Times veniva ampiamente spiegato che nessun alligatore, caimano o coccodrillo riuscirebbe a vivere a lungo in quelle condizioni, non fosse altro che per gli agenti patogeni presenti nell'ambiente (sono pur sempre fogne). E poi nelle fogne di New York c’è troppa acqua, troppo freddo, troppo poco cibo e liquami tossici, che sono veicolo di malattie.

Grazie a questo quotidiano, scopriamo anche che nella Grande Mela “è vietato il commercio di alligatori senza un permesso speciale”.


La sede del New York Times


Prima della leggenda


Sempre il New York Times ha scritto che già agli inizi del XX secolo giravano voci di coccodrilli visti nei pressi di New York, molto più a Nord del luogo in cui vivevano, la Florida. Un articolo datato 1907 parla addirittura di un alligatore che ha azzannato un lavoratore nel New Jersey.


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Altre fonti

https://www.ilpost.it/2020/03/14/alligatori-fogne-new-york/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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