LA MELATA


Il miele di melata è fatto con la cacca degli insetti.

La melata è data dagli escrementi liquidi prodotti dagli insetti fitomizi, che sono quelli che si nutrono solo di linfa.

Le gocce di melata rimangono sui vegetali e ce ne può essere talmente tanta da farla sgocciolare, sporcando le parti sottostanti.

Quindi, quando sulle etichette si legge miele di melata (che è conosciuto anche come “miele di bosco”), vuol dire che è un miele che le api hanno ricavato dagli escrementi di questi insetti.


Un esempio di miele di melata. Lo trovi qui

LINFA E ZUCCHERI


La dieta a base di linfa degli insetti fitomizi risulta squilibrata, perché contiene molti zuccheri e pochi amminoacidi. Allora, per soddisfare il proprio fabbisogno azotato, gli insetti fitomizi assumono un quantitativo molto ingente di linfa. Ma da questa linfa devono eliminare una parte consistente di acqua e di zuccheri disciolti.


FORMICHE E AFIDI


Come si può capire se c’è una melata? Ad esempio, un formicaio in un bosco di abeti rossi può essere il segno della presenza di afidi, che sono tra i produttori di questa sostanza.

Se si seguono le formiche  che camminano sul tronco e sui rami, probabilmente si troveranno degli afidi. Formiche e afidi entrano in simbiosi.

L’uomo può raccogliere la melata? Sì, ma è necessario saper riconoscere gli afidi e le loro specie e sapere che producono la melata in periodi diversi.


Formiche e afidi


LA MELATA NEL MONDO GERMANICO  (E NORDICO)




Le proprietà organolettiche e le altre qualità di questo miele sono più apprezzate nell’Europa centrale e in quella settentrionale che in Italia. Infatti, la maggior parte del miele di melata prodotto in Italia arriva sui mercati esteri di cui abbiamo parlato prima.

Una zona in cui si apprezza il miele di melata è l’Alto Adige/Sud Tirol, se non altro per il suo ruolo di confine con l’Europa Centrale. Al contrario, non c’è la cultura dei mieli monoflora.

Nel mondo apistico germanofono la conoscenza degli afidi aiuta a fare una stima di quanta melata verrà prodotta. A Stoccarda c’è un’associazione di apicoltori specifica come produttori di melata che lo fa monitorando la presenza di afidi con dei fogli cosparsi di colla di un metro quadrato e applicando poi una formula.

In Alto Adige/Sud Tirol, nonostante metodi meno scientifici, si riescono a fare delle previsioni soddisfacenti. Alcune di queste si  basano sulla tradizione e sulla saggezza popolare. Ad esempio, l’inizio del flusso di melata e la fioritura del sambuco avvengono entrambi a partire dalla prima metà di maggio.

Se c’è stato un autunno caldo e umido, vero marzo-aprile le piante possono produrre della linfa in più di cui gli afidi si nutriranno e ci sarà cibo anche per le larve, a prescindere dalle condizioni atmosferiche (in Alto Adige, nel maggio del 2016 la temperatura è scesa a -7°) e gli afidi possono continuare a riprodursi.

Quando l’albero ha completato la crescita, arriva sempre meno linfa e l’afide deve assumere più cibo e scaricare più sostanze zuccherine. A questo punto, con il crollo della colonia degli afidi, inizia il grosso della bottinatura (termine che riferito alle api significa "volare per raccogliere nettare e polline").


Senza le api, non ci sarebbe il miele


Melata di abete rosso e di abete bianco


Le melate più famose sono quelle d’abete, soprattutto di abete bianco, ma ci sono anche quelle di tiglio, castagno, quercia, acero, eucalipto, arancio e altre ancora. Le melate di abete rosso e quella abete bianco, ad esempio, sono molto differenti. Ci sono zone specializzate in abete bianco, come la parte occidentale della Paganella e l’altopiano di Lavarone e zone specializzare in quello rosso, come la val di Fiemme e la Val Rendena, in Trentino-Alto Adige/Sud Tirol. Anche il Trentino è più territorio di melate che di monoflora.


Un bosco di abeti rossi


LE PROPRIETÀ DELLA MELATA


Alcune ricerche hanno provato che il miele di melata ha proprietà antibatteriche. È  un alimento antibiotico al 100%. In secondo luogo,  è una fonte di ferro. In terzo luogo, è adatto a chi non vuole e a chi non può consumare dolcificanti con un impatto glicemico alto e questo grazie al basso contenuto di zuccheri semplici, che fanno sì che l’indice glicemico sia limitato.

Si può applicare su alcuni tipi di ferite perché ne aiuta la cicatrizzazione, velocizzando la guarigione.

È anche un antinfiammatorio ed è perfetto in presenza di mal di gola, tosse e infiammazioni gengivali, proprio grazie alle sue proprietà antibiotiche e antisettiche.

Se pratichi dell’attività fisica, potrebbe interessarti, perché è un energizzante naturale e aiuta a ripristinare velocemente i livelli dei sali minerali e degli oligoelementi.


ll miele è un antinfiammatorio ed è un toccasana per la gola


VOMITO D’APE?


Come fanno il miele le api?

Innanzitutto, le api, tra melata e nettare, preferiscono comunque il nettare, a prescindere dalla quantità della melata.

Le api bottinatrici vanno di fiore in fiore a raccogliere il nettare e lo fanno tramite una proboscide. Una volta ritornate nell’alveare, lo rigurgitano nella bocca di un’operaia. Lo fanno perché il nettare è troppo umido e quindi all’interno dell’operaia si asciuga. La seconda ape lo tiene dentro di sé per una mezz'oretta.

Quando questo non è sufficiente, le api fanno vento con le proprie ali per eliminare l’umidità in eccesso, proprio come se fossero delle ventole.

Nel caso della melata, possiamo dire che si tratta di vomito d’insetto che ha mangiato escrementi di altri insetti? Per quanto possa essere divertente e suggestivo, la risposta è no. No in quanto le api non conservano il nettare all’interno dello stomaco, pertanto non si può  parlare di vomito.

E dove lo tengono? In una sacca apposita, detta borsa melaria.

Il fatto è che il miele per le api è un nutrimento e se lo scambiano facendo un’azione che si chiama trofallassi.


Le api sono instancabili lavoratrici


DISGUSTO


Se comunque l’idea di mangiare una cosa che si ottiene dalle secrezioni di un insetto, anzi due, ti fa orrore, pensa  che ci sono addirittura dei casi in cui gli insetti li mangiamo. Non ci riferiamo a pietanze di culture differenti dalla nostra, ma a un dolce che probabilmente avrai mangiato anche tu e che magari ti piace anche molto.

Hai presente la zuppa inglese? Ecco, tra gli ingredienti c’è l’alchermes, un liquore che contiene un colorante rosso di nome cocciniglia. Come suggerisce il nome, si ricava dalle cocciniglie, che sono degli insetti fitofagi, proprio come quelli che producono la melata. Diciamo che molte cose rosse in ambito culinario (soprattutto nella pasticceria) e anche bevande, tipo il bitter o lo stesso alchermes, sono rosse perché c’è la cocciniglia. Anche se ormai viene quasi sempre sostituita da coloranti di origine sintetica.

Se l’idea di mangiare una cosa che si ottiene dagli escrementi, nel caso della melata escrementi d’insetto, ti fa ribrezzo, pensa che ci sono dei casi in cui si gli escrementi vengono mangiati. Anzi, bevuti. Non ci credi? Leggi qui.

Se leggi "colorante E120" significa che sono state usate le cocciniglie

CACCA UMANA VS CACCA DI AFIDI


Non a tutti piace il miele, nonostante la sua storia e le sue proprietà. Di certo, a nessuno piace l’odore degli escrementi umani! Per questo abbiamo creato un prodotto che aiuta a eliminare il problema.

Clicca qui per saperne di più.

Ah, a proposito! Il miele si trova anche nel nostro frizzante da bagno Sogni d'oro


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Precisazione


Anche dire che la melata è la cacca degli afidi è un po’ una forzatura, perché non digeriscono la linfa, ma la espellono solamente.


Altre Fonti
https://www.civico20news.it/sito/articolo.php?id=17721
https://www.territori.coop.it/cultura/che-differenza-c-%C3%A8-tra-miele-e-miele-di-melata
201707-Apinsieme-FREE-ARTICOLO.pdf
https://www.tuttogreen.it/come-viene-prodotto-il-miele/

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