La cacca nelle canzoni

La cacca nelle canzoni, italiane e non: quanto è presente? Molto di più di quanto, probabilmente, si pensi. Perché non c’è solo il famosissimo Inno del corpo del corpo sciolto di Roberto Benigni.


LA  CACCA CANTATA DA LIGABUE E MINA


Scrivendo questo articolo, ci siamo basati sui nostri gusti, sui nostri ricordi e sulle nostre conoscenze. Ci scusiamo in anticipo se risulterà incompleto.

Iniziamo parlando di quelle canzoni in cui la parola cacca (o un suo equivalente, diciamo l’elemento scatologico) ha un valore che si potrebbe definire simbolico e non indica le deiezioni.
Un esempio potrebbe essere Il giorno di dolore che uno ha di Ligabue: si capisce che si riferisce alle brutture e alle sofferenze della vita.

Al contrario, in una strofa di Urlando contro il cielo, sempre del Liga, c’è proprio quella cosa là (anzi, il suo odore).

A proposito di espressioni come “quella cosa là”,  nel brano di Mina Ma che bontà, “questa robina qua” è proprio la cacca. Escludendo che un testo dell’epoca parlasse di coprofagia, possiamo ipotizzare che si tratti di una denuncia del cibo spazzatura.


Ligabue


IL LETAME DI VINICIO CAPOSSELA


Il "letame da cui nascono i fior" di Fabrizio De Andrè è forse quello più famoso della musica italiana, ma non è l’unico: infatti, c’è una canzone abbastanza recente che s’intitola Letami. È dei Saluti da Saturno, ma la canta Vinicio Capossela.

Invece, è proprio di Capossela il brano Decervellamento, in cui una strofa recita: “una gran piastra di sterco in faccia a un questurino si spatacca”.

Piccolo inciso sui Saluti da Saturno: il nome è collettivo, ma l’artista è uno solo. Un po’ come Le Luci della Centrale Elettrica.


L'album di Vinicio Capossela con "Decervellamento"


LE PUZZE IN ELIO E IN GIORGIO GABER


Nubi di Ieri Sul Nostro Domani Odierno (Abitudinario) fa parte dell’album d’esordio degli Elio e le Storie Tese, anzi ne è stato il singolo.
Parla di problemi intestinali e di altre cose simili.
Il finale è stupendo! “Giunto al termine del giorno/cerco tra le coltri un poco di speranza/ peto in abbondanza/ non ho più sgomento/lieto mi addormento/ebbro dei miei gas”.

Ritroviamo l’elemento scatologico in La vendetta del fantasma formaggino. Anzi, non lo ritroviamo in quanto si precisa che nonostante l’odore di cacca, non si tratta di cacca.

A proposito di odore di cacca, L’odore di Giorgio Gaber parla di un uomo che all’improvviso comincia a puzzare e non c’è modo di risolvere il problema. Il brano termine proprio con la parola “merda”.

Tra l’altro, Elio l’anno scorso (2019) ha fatto Il Grigio di Gaber, monologo in cui il protagonista deve convivere con un topo. Il topo non si vede mai, ma lascia solo delle tracce e tra queste, ci sono i suoi escrementi.


L'indimenticato Giorgio Gaber


GUANO METALLICO TEUTONICO


Usciamo un attimo dal contesto italiano e ricordiamo il gruppo tedesco dei Guano Apes. Ha avuto il suo momento più intenso tra la fine degli Anni Novanta e l’inizio dei Duemila. Musica energica (pogabile) con una cantante donna di talento e trascinante, Sandra Nasic. I loro due pezzi più celebri sono Open your eyes e Lord of the boards.


Diamo una faccia anche ai Guano Apes


LA CACCA E I PRETI DI MILANO


Ritornando al contesto nostrano, ecco una strofa milanese a tema. LA canzone popolare è stata ripresa anche da Nanni Svampa nel suo El minestron.

A gh'è el prevòst che sta a Precòtt

che quand el caga ne fa on fagòtt.

A ghe n'è on alter a Crescenzagh
che
prima la fa e poeu la liga col spagh.

A gh'è el prevòst de Cinisèll
che
prima la fa e poeu ghe leva el cappèll.

A gh'è el prevòst che sta a Lambraa

che prima de falla el va adree a caragnà.

E poeu ghe n'è on alter che l'è pròppi ridicol
lù
el va a falla dedree di edicol.

A gh'è el prevòst de Villapizzon

ch'el caga l'ughetta e poeu 'l fa i panetton.

Traduzione [nostra]:

C’è il prete di Precotto
che quando fa la cacca ne fa un fagotto.
Ce n’è un altro a Crescenzago
Che prima la fa e poi la lega con lo spago.
C’è il prete di Cinisello
Che prima la fa e poi le toglie il cappello
C’è un prete che sta a Lambrate
Che prima di farla piange
E poi ce n’è un altro che è proprio ridicolo
Lui va a farla dietro alle edicole
C’è il prete di Villapizzone
Che caga l’uvetta e poi fa il panettone.

Precotto, Crescenzago, Lambrate e Villapizzone sono quartieri di Milano, mentre Cinisello è un comune a parte.


Una compilation di Nanni Svampa


BRANI DEMENZIALI (MA NON STUPIDI)


Tony Tammaro è un cantante demenziale e ironico napoletano. Casa Cascella parla di un wc intasato. Un’altra guerra parla del problema del bagno sempre occupato e della competizione per riuscire a entrarci per primi. Tema ripreso parzialmente in Scalea che parla delle vacanze con tante persone, dove c’è la frase “la cosa più terribile è che aspetto come un fesso/le quattro e mezza di notte per chiudermi nel cesso”.

Marco Carena è un altro cantante demenziale (torinese) che ha scritto brani deliziosi e divertenti. Ha affrontato l’argomento delle deiezioni umane in Quanta nel mondo.


Marco Carena


NON SOLO PUPÙ, ANCHE PIPÌ


Adesso parliamo della pipì. Come non ricordare Carletto di Corrado e Mi scappa la pipì, papà di Pippo Franco? I due presentatori cantarono le rispettive canzoni in coppia con dei bambini.

Carletto è del 1983 ed ebbe un successo enorme. Tra gli autori c’è Romano Bertola, pubblicitario (Miguel son mi/El merendero, Jo Condor e altro ancora), paroliere e musicista, scrittore (Le Caramelle del Diavolo, Includetemi fuori). Corrado la cantò in coppia con il figlio di uno dei suoi autori storici, Jurgens,

Il brano di Pippo Franco è del 1979. Anche questo ebbe molto successo.


La conosciamo tutti!


L’ACQUA SPORCA DI CHE COSA?


Chiudiamo questa carrellata parlando di un brano in cui forse c’è la cacca, forse c’è la pipì, forse tutte e due, forse nessuna delle due. Piero Ciampi, in Il vino canta “E in mezzo all’acqua sporca/mi godo queste stelle”. Di che cosa è sporca l’acqua? Non lo sappiamo, però l’immagine è molto poetica e molto suggestiva.


MUSICA PER LE VOSTRE NARICI


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